Università gratuita, se diritto universale

Pietro Grasso - Abolizione delle tasse universitarie

Se l’istruzione superiore è un diritto universale, è giusto che l’accesso sia gratuito. Se invece è un servizio a domanda individuale, è giusto pagare una contribuzione per accedervi, secondo il proprio reddito. Questo è il discrimine tra una visione politica socialista ed una liberale e conservatrice.

Senza tener conto di questo discrimine, l’idea di Pietro Grasso di abolire le tasse universitarie è finita, per alcune ore, nel calderone delle promesse demagogiche e populiste. Questo, per via della competizione elettorale, che porta a respingere una proposta avversaria, persino da parte di coloro che l’hanno nel proprio programma (Potere al popolo). E per via del fatto che ci siamo ormai disabituati a pensare in modo socialista.

Così, di fronte alla proposta di Grasso, l’unica cosa che viene in mente è il paragone con le politiche di destra che vogliono ridurre le tasse ai ricchi, poiché sono soprattutto i ricchi a pagare le tasse universitarie, proprio in virtù del fatto che quelle tasse sbarrano l’accesso ai poveri, come dimostrato dal parziale aumento delle immatricolazioni dopo le esenzioni per i meno abbienti. Esenzioni insufficienti sul piano economico, dato che i redditi di 30 mila euro devono pagare almeno un migliaio di euro e inadeguate sul piano simbolico, dato che vanno a formare liste di poveri oggetto di compassionevole concessione.

Al contrario, nella visione di un welfare universalistico, come avviene per la sanità e per la scuola dell’obbligo, l’accesso è gratuito, un diritto per tutti, senza distinzioni di reddito ed il finanziamento è garantito dalla fiscalità generale, che deve, questa si, essere progressiva, secondo il dettato costituzionale. Ciò vuol dire che l’Università deve essere finanziata anche dai ricchi che non la frequentano o che non la frequentano più.

Jeremy Corbyn - Bernie Sanders

A differenza delle proposte realmente populiste, quella di Grasso ha suscitato un ampio dibattito e molti articoli di approfondimento sullo stato dell’istruzione in Italia e sulle comparazioni tra il nostro e gli altri paesi europei. Per cui si può vedere come il modello ispiratore della proposta sia quello scandinavo o, se si pensa ad una contribuzione minima, quello della Germania. Peraltro, nonostante Trump sia stato evocato a sproposito, a proporre l’abolizione delle tasse universitarie sono stati Bernie Sanders negli Stati Uniti e Geremy Corbyn in Gran Bretagna.


Riferimenti:
[^] Pietro Grasso spiega la proposta di abolire le tasse universitarie
[^] Università gratuita: che vuole dire, perché è giusto, perché fa scandalo? – Claudia Pratelli – HuffPost
[^] Accesso, tasse universitarie e sostegno agli studenti: siamo il paese peggiore dove studiare – Angelo Romano – Valigia Blu

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