Il papa «abolizionista» lotta nella Chiesa

Ragazza nigeriana - Sinodo giovani della Chiesa cattolica

Papa Francesco, nella riunione pre-sinodale dei giovani, ha condannato lo sfruttamento delle donne prostituite: la prostituzione è schiavitù; i clienti sono criminali, che torturano le donne; la tratta è un delitto contro l’umanità. Nessuno dei suoi predecessori, i cardinali, i vescovi, come nessuno dei leader politici o altro uomo pubblico, si è mai espresso con parole così semplici e nette per definire una realtà tanto evidente quanto sottaciuta. Il papa ha messo al centro la domanda maschile e parlato agli uomini, senza nulla rimproverare alle donne, secondo la filosofia delle legislazioni abolizioniste quali la Legge Merlin. Perciò, la presa di posizione di Jorge Mario Bergoglio ha un valore politico e simbolico potente e riceve molto consenso.

Riceve anche qualche critica. Per esempio, quella di Mariangela Mianiti, che rimprovera Francesco per la frase infelice, secondo la quale nessun femminismo è riuscito a togliere dalla coscienza maschile quella mentalità malata che porta a sfruttare le donne. Secondo lei, non è il femminismo che deve curare la mentalità degli uomini, ma sono gli uomini che si devono interrogare sulla loro miseria sessuale: sono stati gli uomini ad aver introdotto e incrementato la prostituzione. Per parte mia, preferisco interpretare la frase del papa come una denuncia dell’impermeabilità maschile al femminismo il quale, tuttavia, la mentalità del capo della Chiesa, è riuscito a cambiarla. La domanda di Mariangela Mianiti rimane: perché gli uomini non si fanno un esame di coscienza, perché hanno bisogno di comprare sesso?

Alcuni tra questi uomini preferiscono giocare la carta del diversivo ed accusare il papa di incoerenza e ipocrisia, perché mentre condanna lo sfruttamento della prostituzione, coprirebbe i preti pedofili, più qualsiasi altro misfatto possa essere messo in carico alla storia della Chiesa. Stando alle dichiarazioni e iniziative più recenti di questo papa, la contestazione è falsa e costituisce, inoltre, una vecchia fallacia logica, l’argumentum ad hominem, un artificio retorico volto ad attaccare, non l’affermazione dell’interlocutore, ma l’interlocutore stesso.

Immancabile poi chi si nasconde dietro la prostituta volontaria, per sentirsi da lei stessa autorizzato ad abusarne. Ma questo non impedisce di parlare agli uomini, perché è falso che la disponibilità di alcune a farsi fare del male, a sopportare il contatto con un corpo indesiderato, autorizzi altri a fare del male, ad approfittare di quella disponibilità, per infliggere il proprio schifo. L’80% delle ragazze in strada avvicinate dalla comunità Papa Giovanni XXIII desiderano essere liberate.

Un diversivo analogo è giocato da coloro che, pur da una posizione contraria allo sfruttamento della prostituzione, scelgono di dare la precedenza all’anticlericalismo e rifiutano il papa come alleato. Per me, la questione sta in questi termini: non sono cattolico, ma considero la religione cattolica compatibile, ed in parte coincidente, con i miei valori: l’universalismo, l’uguaglianza, la fratellanza. La Chiesa su alcuni argomenti ha ragione, su altri ha torto: in modo laico, posso riconoscere l’una o l’altro. Inoltre, spero che la Chiesa cambi ed evolva e faccio il tifo perché in essa si affermi l’orientamento migliore.

Papa Francesco incarna questo orientamento. Gli anticlericali si atteggiano nei suoi confronti come un tempo gli anticomunisti nei confronti di Gorbaciov. Reputano insufficiente, tardiva e falsa ogni sua mossa, gli rinfacciano di non aver ancora affrontato e risolto tutto il male presente e pregresso della sua organizzazione, a dimostrazione del fatto che rimane quello che è: l’unico cambiamento autentico e riconoscibile sarebbe l’abiura e la conversione. Dunque, una posizione di totale chiusura, che non vede le differenze e i conflitti.

Il conflitto femminista esiste anche tra i cattolici. Il papa non si è chiamato fuori dal fenomeno che ha denunciato, non ha parlato ad altri, alla società laica, atea e secolarizzata. Si è rivolto ai suoi giovani ed ha evidenziato come il 90% dei clienti sia battezzato cattolico. «Io voglio approfittare di questo momento per chiedere perdono a voi e alla società, per tutti i cattolici che fanno questo atto criminale». Ha parlato dello sfruttamento delle donne come questione interna alla comunità dei fedeli. Così, intendo le sue parole come un atto di lotta nella Chiesa.

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