Maria Elisabetta Alberti Casellati

Maria Elisabetta Alberti Casellati è la nuova presidente del senato. La prima donna della repubblica italiana a ricoprire la seconda carica dello stato. Ci si domanda se questa sia una buona notizia, poiché la donna in questione è una berlusconiana, favorevole alle leggi ad personam, difensora del suo capo sul caso Ruby, cattolica contraria alle unioni civili, privilegiata della casta che ha assunto la figlia al ministero della sanità, con un mega stipendio, una donna degli uomini cooptata dagli uomini.

Secondo me, è una buona notizia che i vertici istituzionali non siano più preclusi alle donne, che l’elezione di una donna non sia più un’eccezione, una parentesi, ma diventi un fatto normale, che si ripete e dura nel tempo. Poi, le donne, metà del genere umano, sono tante e diverse: di destra, di sinistra, laiche, cattoliche, coerenti, opportuniste, indipendenti, subalterne. Come gli uomini e a modo loro. Non c’è motivo di pretendere da una donna presidente un supplemento di legittimità, senza il quale la sua nomina non varrebbe niente o sarebbe addirittura un danno.

Il profilo della neoeletta non contraddice il pregiudizio, al quale aderisco, secondo cui le donne sono meglio degli uomini. Lo sono a parità di condizioni, dunque meglio una berlusconiana di un berlusconiano. Il pregiudizio ha la sua ragione d’essere, perché un ambiente abitato dai due sessi è migliore di un ambiente omosociale, comprenso l’ambiente istituzionale, e perché più donne al potere può voler dire più relazioni tra donne, dunque un ulteriore declino delle cooptanti strutture patriarcali e una minor influenza dei leader maschi, compreso il cavaliere che voleva eleggere Paolo Romani.

Nel suo discorso di insediamento, la neopresidente ha dichiarato un onore essere la prima donna presidente e ha reso omaggio alle donne, al Risorgimento e alla lotta di Liberazione. Ha citato come rappresentante magistrale la senatrice Liliana Segre. Non era scontato, da parte di una esponente della destra. Alcuni svilenti commenti da sinistra a lei ostili, invece, sono fin troppo scontati ed è un peccato non si riesca ancora ad evitarli.