In un video, girato venerdì mattina alla Stazione di Torino Porta Nuova e divulgato su Facebook dal Csoa Gabrio, compaiono tre poliziotti e due militari circondare e immobilizzare un uomo a terra. Si vedono poi i poliziotti reagire in modo nervoso alle attenzioni di chi riprende la scena, con intimazioni ad allontanarsi e frasi del tipo: difendete sempre loro, a noi non ci difende nessuno, perchè non riprendete anche quello che ha fatto a noi? La difesa dei poliziotti arriva invece dal questore che li incontra per ringraziarli e dal segretario del SIAP che qualifica la diffusione della denuncia video come propaganda anti-stato.

Dalle immagini non è dato capire cosa sia successo prima. Come e perché i poliziotti abbiano approcciato l’uomo nigeriano, come egli abbia reagito, se ha fatto resistenza a pubblico ufficiale, se dunque l’uso della forza sia stato proporzionato o meno. Il fatto che l’uomo fermato abbia morsicato un agente fa pensare ad un tipo problematico; forse la polizia ha ragione. Tuttavia, la scena mostrata dal video è inquietante, sembra più adatta ad un malvivente che ad un semplice immigrato irregolare. E la reazione dei poliziotti alle persone che si soffermano preoccupate è collerica, emotiva, poco professionale.

La polizia ha le sue ragioni per sentirsi stressata e frustrata. Ma il modo in cui ha gestito le critiche è molto discutibile. Le cittadine o i cittadini che, preoccupati, vigilano su un’azione repressiva affinché sia proporzionata e contenuta entro i limiti della legge, manifestano un lodevole senso civico, non un’offesa alle forze dell’ordine o allo stato.

Se pure si fosse in presenza di una propaganda di parte, lo stato non può reagire come una controparte. Portare una divisa non rende infallibili ed un errore della polizia ha un significato incomparabile con infrazioni e reati commessi da persone comuni, perché la polizia non è una fazione tra le altre, è l’istituzione armata che vigila e garantisce sulla sicurezza collettiva. Deve farsi percepire sempre come una garanzia, mai una minaccia.