Donna bianca e uomo nero

Se una donna vuole andare in un altro paese per cercarsi un uomo, allo scopo di intraprendere una relazione sessuale o sentimentale, ne ha tutto il diritto e non fa nulla di male. Trattare questo argomento come se fosse associabile al turismo sessuale praticato dagli uomini, che implica sfruttamento della prostituzione, violenza e pedofilia, è un’operazione tendenziosa: fa del sensazionalismo (per i giornalisti) e del mimetismo (per i maschi). Più in generale, è l’errore di voler giudicare le donne con il metro degli uomini.

La differenza economica tra la donna occidentale e l’uomo latino americano o africano, non è sufficiente per parlare di sfruttamento, salvo voler teorizzare relazioni sessuali o sentimentali solo a parità di censo. Usare i soldi per aiutarsi nella relazione, non significa usare i soldi per sostituire la relazione, come capita alla domanda maschile di prostituzione femminile, secondo la regola: io ti pago, tu fai e ti lasci fare quello che voglio. Difatti, la donna prostituita che vuole sottrarsi rischia di essere violentata e uccisa; per garantire la disponibilità femminile esiste un sistema organizzato di violenza che sequestra, deporta, estorce. Improbabile che gli uomini esotici ricercati dalle donne facoltose siano sottoposti ad un simile regime di coercizione, così come è improbabile che le donne lo desiderino e traggano godimento dalla sottomissione altrui.

Che alcuni di questi uomini possano essere ragazzi minorenni, di 15-16-17 anni, non autorizza a parlare di pedofilia. Tale è l’abominio della violenza sessuale sui bambini o sui minori al di sotto dell’età del consenso. Un ragazzo tra i 15 e i 18 anni può essere consapevole, consenziente e desideroso di relazionarsi ad una donna matura. Io stesso lo sono stato. Può avere senso, in questa fascia d’età, voler tutelare le ragazze, che possono restare incinta; anche considerando la sessualità invasiva e predatoria degli uomini. Ma è discutibile voler stabilire una regola uniforme che estende la stessa tutela ai ragazzi, nell’ignoranza della differenza sessuale.